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Museo

La storia del paese

Dalla distruzione dell'antichissima Apiolae (Plinto - Naturalis riistoria 111 - 5 e Livio - Le storie 1-35) da parte di Tarquinio Prisco, gli abitanti furono costretti ad abbandonare i siti riparando nelle zone limitrofe. Una sparuta parte si fermò alle pendici di monte Appiolo ove sorse un primo nucleo abitativo: Campo di Fiori .
Tale luogo, posto alla confluenza di tre valli (Sterzapiana) si dimostrò insicuro, soggetto a soventi scorrerie di predoni e costrinse gli esuli a cercare posti più lontani da insidie e più adatti alla difesa. Il primo agglomerato sorse sulla sommità dì un colle in posizione strategica ottimale, quello dell’attuale borgo.

Campodimele, fin dal '600, fece parte del Ducato di Fondi, di Gaeta (876), dell'Abbazia di Montecassìno (1072) e la sua storia è legata alle loro vicende ed alle loro contese. Nel 1220 passò alla famiglia Dell'Aquila e nel 1400 ai Caetani, in seguito al trattato Ladislao e Ciambella Caetani.

Nel 1497, Federico, cognato di Onorato Caetani, concesse Campodimele in feudo a Prospero Colonna. Nel 1617 fu acquistato da Maddalena Miroballo e venduto nel 1674 al Principe di Stigliano per 500 ducati. Morto quest' ultimo (1689) e non avendo avuto eredi, tutto il territorio fu devoluto al fisco per poi essere acquisito, nel 1720, da Odorisio Di Sangro.
La famiglia Di Sangro ne detenne il possesso fino all'abolizione del sistema feudale (1806).

Durante l’epoca Borbonica il paese suscitò l’interesse dei reali ed in particolare di Ferdinando II, che usava sostarvi per visitare, quale profondo cattolico, i Santuari ed i luoghi di culto: la Madonna della Civita, S. Onofrio, S. Michele Arcangelo. Per il miglioramento delle condizioni degli abitanti, decretò una serie di provvedimenti, tra i quali il miglioramento dei collegamenti stradali tra i comuni di Itri e Campodimele, Pico ed altri, facendo costruire la strada Civita Farnese, la costruzione di nuove chiese ed altri lavori pubblici, recandosi personalmente ad inaugurare i lavori.

Campodimele, riconfermato comune autonomo, fece parte del mandamento di Fondi, del Circondario di Gaeta e della Provincia di Terra del Lavoro, con capoluogo Capua prima e Caserta dopo. Nel 1927, soppressa la Provincia di Caserta, Campodimele entrò a far parte della provincia di Roma sino ai 1934, anno in cui fu istituita la provincia di Littoria, chiamata Latina dopo il secondo conflitto mondiale. Durante la guerra il paese e i suoi abitanti hanno sofferto e combattuto perchè esso si trovava proprio nel perimetro della Linea GUSTAV e i suoi abitanti sono stati oggetto di violenze sia da parte dei tedeschi che dalle truppe marocchine. Per questo il paese è stato insignito della medaglia d'argento al merito civile.

Dopo le devastazioni della seconda guerra mondiale molte famiglie decisero di emigrare in Inghilterra in Brasile e soprattutto nel Canada, ove altri compaesani e ciociari li avevano preceduti.

Le decine di famiglie giunte in Canada da Campodimele si sono moltiplicate, superando le duemila unità nella sola Toronto e nel 1976 si è costituito in quella città il “Campodimele Social Club”, con circa mille iscritti, con lo scopo di riaffermare le tradizioni del paese di origine, rafforzare i vincoli con i cittadini della madrepatria e dare vigore alla devozione per Sant’Onofrio. L'indirizzo dell'Associazione è :

CAMPODIMELE SOCIAL CLUB INC.
43 ROYALTON DR. BOLTON ON L7E 1X3 905-951-3749
campodimelesocialclub@hotmail.com

Diverse famiglie hanno fatto fortuna e molti ritornano ogni anno al paese d'origine, in particolare nel mese di agosto.

L' attribuzione del nome deriva dal latino " Campus Mellis " ossia Campo di Miele, perché un tempo qui vi era un' abbondante produzione di miele.


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